Smaltimento amianto, storia e normativa Italiana.

18/05/2022

Storia e definizione dell’amianto : perché è pericoloso e nocivo per l’ uomo e per l’ ambiente.

L’amianto, noto anche come Eternit, nome derivante dall’ azienda produttrice dello stesso,  è un materiale di origine naturale con struttura fibrosa. Fu prodotto a partire dai primi anni del ‘900 e largamente utilizzato per coperture di edifici e capannoni, ma anche oggetti di uso quotidiano. I prodotti in amianto-cemento erano economici e convenienti : l’economicità e la rapidità di produzione, insieme ai vantaggi che offrivano dal punto di vista tecnico, fecero del cemento-amianto uno tra i manufatti più impiegati durante la ricostruzione del dopoguerra. Coperture, tubazioni, canne fumarie, vasche per l’acqua potabile, furono tra i principali manufatti impiegati. Inoltre, le sue proprietà isolanti lo resero popolare come materiale per rivestire tetti e pareti.

A partire dai primi anni Sessanta, però,  fu resa nota la tossicità della polvere di amianto, responsabile di una grave forma di cancro ai polmoni. L’amianto, infatti, è presente in materiali friabili che, se danneggiati o polverizzati, rappresentano un pericolo per l’uomo poichè, essendo composto da fibre minuscole può essere facilmente inalato e quindi provocare malattie dell’apparato respiratorio. L’estrema fragilità delle fibre di amianto è, infatti, il pericolo maggiore per la salute tant’ è che , se sottoposte a rottura,  si scindono in parti microscopiche che sono inalate inconsapevolmente, addensandosi negli alveoli polmonari causando asbestosi o mesotelioma, il cancro caratteristico dell’esposizione all’amianto. Nonostante questo dato allarmante, in Italia si è continuato a produrre oggetti in eternit fino al 1986  e, solo nel 1992, questo materiale è stato vietato in Italia e in Europa.

Tuttavia, poichè un altro vantaggio dell’impiego delle coperture in eternit era la lunga durata, stimabile in circa 20 anni, ancora oggi è possibile rinvenire diversi edifici con superfici in amianto. Fortunatamente, è semplice trovare una ditta di smaltimento amianto, anche a Napoli, per mettere in sicurezza la tua casa.
Non tutti gli edifici si presentano in condizioni tali da richiedere necessariamente la rimozione e lo smaltimento: le coperture che si presentano integre possono essere messe in sicurezza con la tecnica dell’incapsulamento eternit senza bisogno di rimuoverle, attraverso  la copertura delle lastre con un rivestimento superficiale, eseguito a più riprese con specifici materiali in maniera tale che il film protettivo possa impedire alle fibre di disperdersi nell’ ambiente, prolungandone ulteriormente la durata.

Normativa sullo smaltimento e rimozione amianto. Legge 257/92
Smaltire l’amianto è diventato un problema di fondamentale importanza per la salute umana e ambientale.Con la legge 257/92 l’Italia ha messo al bando tutti i prodotti contenenti amianto, vietando l’estrazione, l’importazione, la commercializzazione e la produzione di amianto e di prodotti contenenti amianto.

La legge non obbliga a rimuovere l’amianto. Tuttavia, secondo la normativa vigente, i proprietari di immobili contenenti amianto devono occuparsi della sua manutenzione, data la sua alta tossicità e pericolosità. Se il materiale è friabile, il proprietario è obbligato a comunicare la sua presenza all’Asl di riferimento, che a sua volta deve tenere un registro in cui annotare la presenza di amianto friabile sul territorio, e procedere al suo smaltimento; se è compatto, ad eccezione della Lombardia e di altre poche regioni, non vi è nessun obbligo di comunicazione. Infatti, ai sensi dell’articolo 12 comma 5 presso le unità sanitarie locali è istituito un registro nel quale è indicata la localizzazione dell’amianto floccato o in matrice friabile presente negli edifici.
 

Come riconoscere l’ amianto e a chi affidarsi per lo smaltimento 
Il primo dovere del cittadino, riguarda l’accertamento del rischio amianto laddove ci sia il sospetto della sua presenza.  E’ necessario fare riferimento a due fattori:controllare l’anno di produzione del manufatto (se precedente o meno al 1994) e verificare quale sia il marchio di fabbrica, informandosi su che tipo di prodotti venivano utilizzati dall’impresa in questione.


Per stabilire se si tratti realmente di amianto, non è sufficiente eseguire un’analisi rifiuti ad occhio nudo  ma è necessario affidarsi ad un tecnico competente, quale un Coordinatore amianto, abilitato ai sensi della Legge n. 257/92 e DPR 08/08/1994, spesso compreso nell’ organico di molte ditte specializzate nello smaltimento dell’ amianto, per poi procedere ad un esame di laboratorio di un campione, svolto da un’azienda autorizzata, iscritta in appositi elenchi predisposti e aggiornati mensilmente dal Ministero della Salute che fornirà una risposta adeguata e precisa. 


Dunque, sebbene la normativa in materia non disponga l’obbligo di bonifica eternit, sarà necessario contattare un’impresa di bonifica-smaltimento amianto, iscritta in apposita categoria, istituita nel 2004 da una delibera dell’allora Albo Nazionale Gestori Rifiuti (ora Albo Nazionale Gestori Ambientali) qualora l’esito della valutazione del rischio sia positivo, infatti sia il proprietario o il responsabile dell’attività nell’immobile, sia l’occupante deve essere a conoscenza e debitamente informato della presenza di amianto e deve conoscere anche le condizioni in cui esso versa e l’implicita condizione di rischio e, come disposto dal decreto ministeriale 6 settembre 1994 è fatto obbligo di segnalare la presenza di amianto. Inoltre è necessario nominare una Figura responsabile per la gestione dei manufatti contenenti amianto e redigere un programma di controllo e manutenzione relativo a questi manufatti.


Come smaltire l’ amianto: costi e incentivi
La procedura di rimozione e smaltimento dell’amianto deve essere svolta unicamente da aziende specializzate nello smaltimento di eternit facilmente reperibili a Napoli ed in altre città. È loro compito infatti, seguire ed eseguire il protocollo in materia nel massimo rispetto della sicurezza, dal momento che il materiale, se danneggiato o spostato, può rilasciare polveri.


Per quanto riguarda i costi per la rimozione, le ditte bonifica eternit  adottano diversi paramentri di valutazione: considerano il tipo di intervento, la tipologia dei manufatti, ovvero se sono friabili o compatti, ma anche se l’intervento viene svolto all’aperto o al chiuso. Nel caso di materiale friabile, ad esempio, occorre anche creare un confinamento, pertanto  la bonifica e lo smaltimento di amianto friabile implica costi più elevati. I costi, variano, tra l’ altro, a seconda che si tratti di una superficie estesa o contenuta: più è ampia e più il prezzo unitario scende.Il costo comprende la rimozione, l’incapsulamento, il confezionamento e lo smaltimento in centro di stoccaggio o in discarica autorizzati. A parte devono poi essere valutati gli oneri per le opere provvisionali.


I costi sono consistenti, ma ci sono misure incentivanti anche a livello locale, dove diverse regioni hanno stanziato fondi per la bonifica dell’amianto. Infatti in diversi Comuni e Province vi sono disposizioni che prevedono incentivi per lo smaltimento dell’amianto, nel caso in cui si sostituisca la copertura di amianto con un tetto provvisto di pannelli fotovoltaici
L’Unione Europea ha approvato una risoluzione che prevede un’ Europa senza amianto entro il 2028, pertanto è importante affidarsi a professionisti che siano in grado di 

smaltire eternit secondo le leggi vigenti al fine di rendere la propria abitazione più sicura approfittando delle agevolazioni fiscali in merito.